Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > Gay & Bisex > Padre e figlio – Parte I
Gay & Bisex

Padre e figlio – Parte I


di Aquarius
07.12.2025    |    2.906    |    3 9.8
"Luca incassava i colpi, assecondandone i movimenti ed emettendo dei gemiti di piacere: “Ah..."
Raniero era un uomo di 49 anni, moro, di bella presenza e in buona forma fisica. Era un fotografo professionista spesso in trasferta per reportage di attualità e di eventi sportivi. Aveva anche un proprio studio fotografico attrezzato e sovente si rivolgevano a lui modelle, attricette ed anche escort per farsi realizzare un book fotografico professionale, di nudo artistico o esplicitamente erotico, per le proprie attività.
Dopo la scomparsa della moglie, avvenuta durante la pandemia, egli viveva, in una villetta a due piani, con il figlio ventenne Luca detto “Luchino”, alto, capelli castani corti, dall’aspetto e dai modi un po’ effeminati. Infatti era dichiaratamente gay ed attratto dai maschi sin da quando era adolescente. Il suo fisico snello era del tutto glabro, dopo un apposito trattamento con il laser.
Il ragazzo studiava all’università e praticava sport come atletica leggera e ginnastica.

Il padre era di mentalità molto aperta e non ne aveva fatto un dramma quando il figlio fece outing, non facendogli mai pesare la sua omosessualità, avendolo sempre compreso e sostenuto nelle sue scelte di vita. Avrebbe voluto che Luca provasse anche con le donne, proponendoglielo in vari modi, ma senza insistere oltremisura.
Infatti tra i due c’era sempre un dialogo molto aperto anche riguardo al sesso, di cui ne parlavano liberamente, alle volte anche raccontandosi le reciproche esperienze.

Raniero era anche ben dotato e un buon scopatore e non perdeva occasione di fare sesso. Già con la moglie erano una coppia aperta e scambista e da quando era vedovo aveva avuto alcune relazioni passeggere. Alle volte capitava che dopo i servizi fotografici si portasse a casa le donne che si erano rivolte a lui, attratte dall’aspetto e dall’abile savoir-faire dell’uomo.
Così con l’ospite di turno passava notti di sesso intenso. E Luca, che nei mesi estivi dormiva nella camera più fresca al pianterreno sotto la sua, sentiva tutto: i colpi che il padre dava quando la scopava, i movimenti sussultori del letto e i gemiti di piacere della donna che era con lui, immaginando la scena ed eccitandosi al pensiero, ritrovandosi con l’uccello duro e finendo per masturbarsi.

Poi il giorno dopo era curioso di sapere dal padre come fosse andata, chiedendogli:
“Ti ho sentito questa notte con quella lì....l’hai scopata a dovere, eh?”
E Raniero per nulla imbarazzato, gli rispose a tono:
“Eh sì...era una bella ragazza giovane molto disponibile...sai, fa video porno amatoriali...e allora c’ho dato che c’ho dato.. ho goduto tre volte e anche lei ha avuto vari orgasmi!”
“Ah però, complimenti!.... e come le sei venuto?” chiese ancora Luca, eccitato nel sentire le prodezze del padre.
“Beh, in tutti i buchi...in bocca, in figa e in culo!” dichiarò Raniero con una certa soddisfazione.

Quando sentì che il padre era venuto in culo a quella donna, Luca ebbe un sussulto. A lui piaceva assai farsi riempire di sperma dai suoi amici e per un attimo fantasticò sul cazzo di un uomo maturo come suo padre che gli sborrasse nel culo. Ma riuscì a dire solo:
“Eh, beata lei che l’hai riempita così bene..”
“Ecco Luca, una così, un po’ zoccola, potrebbe essere adatta anche per te per provare a fare liberamente sesso con una donna..” aggiunse Raniero per stimolare il figlio ad allargare gli orizzonti.
“Ma papà, lo sai che a me piacciono solo i maschietti che mi possiedano a dovere!“ replicò, aggiungendo con una certa allusione:: “...sia ragazzi che uomini maturi ed esperti.”

Oltre che parlare liberamente di sesso, padre e figlio non avevano remore a farsi vedere nudi l’un l’altro, come quando si incrociavano nel bagno principale o nel corridoio delle camere.
Luca guardava Raniero sempre con ammirazione, sia come genitore che come uomo, con il fisico prestante e un uccello di dimensioni ragguardevoli che immaginava sempre alle prese con culi da scopare.
E così, quando c’era l’occasione, Luca si metteva volentieri in mostra agli occhi del padre ad esempio nel mentre si preparava per andare a qualche incontro con i suoi amichetti, per i quali si “depurava” abitualmente con dei clisteri per essere sempre pronto e pulito.
Pur se non si travestiva esteriormente, alle volte il ragazzo indossava intimo femminile, come un mini-perizoma da cui fuoriusciva il membro semiduro, calze a rete o completini sexy lasciando ben in vista il suo bel culetto tonico, che completava inserendo uno dei suoi plug, come uno di medie dimensioni con gioiello rosso. Gli piaceva vedere la reazione del padre a quell’abbigliamento, mostrandosi senza ritegno quasi a provocarlo.

In quella circostanza, dopo averlo osservato in bagno mentre si preparava, inevitabilmente Raniero chiese al figlio:
“Ehi, Luchino...dove vai conciato così?”
Il ragazzo, contento dell’attenzione del genitore, rispose sorridendo e agitando il culo:
“Vado a un festino con certi amici...sai, dopo si finisce sempre per fare sesso!... Ma, mi dici come sto?”
“Mm...certo stai bene e pronto ai vostri giochi...ma senza esagerare, eh....Piuttosto, quel coso che tieni lì dietro non ti dà fastidio?” aggiunse il padre indicando con lo sguardo il plug.
“Dici il plug?... Oh no, mi dà gusto tenerlo anche a lungo, mi stimola molto e ai miei amici piace vedermi così...Tu come lo trovi?” aggiunse Luca muovendo le chiappe e stuzzicando sempre più il padre, il quale rispose con una certa nonchalance:
“Beh... quando lo indossa una donna mi piace molto...ma devo dire che quel gioiello valorizza anche il tuo lato-b... Ne saranno attratti i tuoi amici..”
Nel dire queste parole Raniero già immaginava il figlio alle prese con altri maschi che gli toglievano il plug e lo sostituivano con i loro cazzi per incularlo a fondo. E a questo pensiero ebbe un principio di erezione sotto l’asciugamano che aveva alla cintola.

Quando il padre era in trasferta per i suoi reportage fotografici, il che avveniva piuttosto spesso per pochi giorni o settimane intere, Luca approfittava della casa libera per far venire i suoi compagni di merende e fare sesso a oltranza.
Così un pomeriggio di metà settimana aveva invitato due dei suoi amici abituali, Enrico, biondino e Yannick, di colore e molto dotato, suoi coetanei che come lui frequentavano la palestra e il campo di atletica.
Si erano sistemati nel salotto al pianterreno mentre sul televisore passava un video porno-gay. e quindi erano subito passati all’azione. Luca aveva estratto gli uccelli duri dai boxer sotto la tuta dei ragazzi e si mise a spompinarli con decisione, prima quello di Enrico, di dimensioni normali ma ben duro e poi quello assai più grosso di Yannick, la cui cappella quasi non riusciva a tenere in bocca.

“Mm...che bei cazzi che avete...adesso ve li succhio ben bene poi non vedo l’ora di prenderli!”
Gli piaceva succhiare quelle verghe e gustarne il sapore di giovani maschi ma in quei momenti immaginava anche che sapore avesse il cazzo del padre.
Poi cercò di ingoiare il grosso bastone di Yannick fino in gola, quasi riuscendoci fino a soffocare, mentre Enrico si dedicava al suo buchino. Gli tolse il plug, ammirando l’orifizio glabro leggermente dilatato e lo leccò insalivandolo, per poi inserirci due dita per esplorarlo, pur se lo conosceva già. Quindi, senza tanti complimenti gli infilò il cazzo, appena lubrificato, penetrandolo a fondo in un sol colpo. Luca sussultò a quell’intrusione ed emise un gemito di piacere:
“Sì...lo sento...tutto dentro...che bello...dai scopami!”

Enrico iniziò a stantuffare a pieno ritmo le profondità anali di Luca, il quale incassava i colpi mentre continuava a spompinare il il cazzone nero di Yannick, succhiandolo a più non posso.
Dopo qualche minuto, i due si scambiarono le posizioni: Enrico estrasse l’uccello dal culo di Luca, cacciandoglielo in bocca e facendoselo ripulire con decise passate di lingua, mentre Yannick gli affondò la sua verga nell’ano già aperto, inculandolo a tutta forza.
Luca era in preda dei cazzi dei suoi amici e stava godendo assai quei momenti di piacere, menandosi il proprio uccello sempre ben duro.
Quindi, decise di provare qualcosa di ancora più intenso. Così disse ai suoi compagni di giochi:
“Ragazzi... adoro i vostri cazzi...e vorrei prenderli tutti e due insieme!... Che ne dite?”
I due si guardarono un attimo e sorridendo di eccitazione, risposero:
“Certo Luca...preparati, che ti serviamo a dovere!”

Così cambiarono posizione: Enrico si stese e Luca si impalò, calandosi lentamente sul suo scettro,
poi si chinò in avanti, e ne approfittò per baciarlo, mentre da dietro Yannick appoggiò la sua grossa cappella sull’orifizio anale del loro succube. Aggiunse del lubrificante e iniziò a spingere per farsi spazio in quel pertugio già occupato e, centimetro dopo centimetro, riuscì a far entrare il glande.
Luca sentiva che lì gli tirava tutto ma voleva continuare, e lo incitò:
“Mm...oh, Yannick...sei entrato....ora continua a spingere...sì, così...è stupendo sentire i vostri cazzi insieme dentro di me...dai, scopatemi!”
Yannick aveva ormai inserito buona parte dell’asta e i due montatori cominciarono a muoversi contemporaneamente, cercando di sincronizzare i movimenti, entrambi eccitati nel sentire i propri cazzi strusciare l’uno sull’altro avvolti dalle calde pareti anali di Luca.
Luca si muoveva per assecondare i colpi che riceveva e mugugnava di piacere:
“Mm...sì....sì.. ancora...dai!”
Ogni tanto Yannick estraeva il membro per ammirare il buco sempre più aperto di Luca e riaffondarcelo con decisione.

Mentre il terzetto era impegnato in quella doppia penetrazione anale, all’improvviso si materializzò Raniero, che era entrato dalla porta interna comunicante con il garage. Pur immaginando i giochi sessuali gay che il figlio praticava, con lui non era mai entrato nel merito né soprattutto non lo aveva mai visto in azione. Rimase bloccato per qualche istante nell’osservare la scena, mentre i tre non lo avevano sentito arrivare, data la musica di sottofondo e presi dalla frenesia.
Poi riuscì solo a dire: “Ehm... ciao ragazzi...vedo che vi state divertendo..”

I tre si girarono di scatto e dopo un attimo di silenzio, Luca mentre aveva i due cazzi in culo rispose:
“Oh... ciao papà...ecco...ehm...sì, con i miei amici guardavamo un video...poi,,, ci è venuta voglia...e allora..”
Il padre cercò di sembrare comprensivo e tollerante e aggiunse:
“Sì, certo...capisco...continuate pure...ma se potete, prudenza!”
Nel fare qualche passo per attraversare il salone e raggiungere la scala interna per il piano superiore, Raniero non poté distogliere lo sguardo dal culo del figlio alle prese con quei cazzi; anzi proprio in quel momento Yannick, che si era fermato, aveva estratto e reinserito il suo obelisco, rimanendone impressionato dalle dimensioni e dalla facilità con cui Luca lo stava prendendo.

Arrivato in camera, Raniero ancora colpito da quella scena, si ritrovò con un’erezione inaspettata. In fondo, vedere il figlio così inculato lo aveva eccitato. Si stese sul letto e mentre si massaggiava il cazzo duro, cominciò a pensare con la mente che vagava tra pensieri e fantasie erotiche finora impensate, chiedendosi come avrebbero concluso la scopata e che suo figlio aveva certo un culo ben aperto e invitante.
Sentiva i gemiti di piacere risalire le scale dal piano disotto, così Raniero non resistette andò nel corridoio in cima alle scale da dove si intravedeva una parte del salone, giusto il divano centrale dove era in corso il partouze.

Intanto, i tre ragazzi avevano subito ripreso i loro giochi e Luca non si era affatto imbarazzato dall’apparizione improvvisa del padre, anzi era contento che lo avesse visto in azione, pensando chissà cos’altro poteva succedere in casa.
La doppia penetrazione era ormai giunta al culmine. Enrico che aveva il peso degli altri due gravante sul suo membro, dopo aver dato alcuni colpi di bacino venne con alcuni fiotti di sperma schizzando nel pertugio anale di Luca e sul cazzo di Yannick che era a contatto con il suo.
Ciò diede un ulteriore stimolo al ragazzo di colore che spinse a fondo con forza fino a venire con un grido liberatorio, sborrando in abbondanza nel culo che lo ospitava.

I due montatori si fermarono, ansimanti per la lunga cavalcata, sfilandosi lentamente; anche Luca era sul punto venire, ma prima voleva realizzare una piccola perversione, e disse:
“Mm...ragazzi, è una sensazione stupenda sentire la vostra sborra riempirmi il culo....ora vorrei assaggiarla...mi passi quel bicchiere sul tavolino?”
Enrico glielo passò e Luca se lo mise sotto il buco aperto da cui fuoriusciva lo sperma che vi avevano riversato e che colò nel bicchiere.
Una volta raccolto il liquido, alto quasi un dito, Luca lo ammirò e tutto soddisfatto se lo portò in bocca per gustarlo e ingoiarlo tutto, dicendo: “Mm...quanto è buona la sborra appena uscita dal culo!... Ora vorrei venire anch’io...chi mi fa scopare?”

Enrico si avvicinò a lui, gli prese il cazzo in bocca e lo succhiò un po’ accorgendosi che stava uscendo già qualche goccia di sperma; quindi si mise a pecorina dicendo:
“Sì Luca...ora inculami tu!”
Così egli si mise dietro all’amico e lo sodomizzò in un colpo solo; anche Enrico era piuttosto aperto e voglioso di prendere cazzi. Luca cominciò a scoparlo, ma si accorse che non sarebbe durato molto; dopo il doppio trattamento anale che aveva avuto gli era risalito lo stimolo al pene, pronto a eiaculare.
Infatti, dopo un paio di colpi, Luca arrivò all’orgasmo: “Ecco.... sto venendo...sì!” e godette schizzando in abbondanza nel culo dell’amico.
Dopo qualche istante, Luca si sfilò e si accasciò sul divano per riprendere le forze, mentre Yannick ispirato da quanto fatto dall’amico poco prima si avvicinò al culo di Enrico e leccò con gusto lo sperma che colava, per poi passargliene un po’ in bocca.

Raniero da in cima alle scale aveva intravisto tutta la parte finale delle gesta erotiche del terzetto e rimase piuttosto stupito del livello di porcaggine del figlio: ormai si era fatto una ragione della sua omosessualità e la comprendeva, ma da quanto aveva visto Luca gli apparve come una vera e propria troia insaziabile che prendeva due cazzi insieme.
L’uomo ritornò in camera, in parte turbato ma inevitabilmente eccitato. Si era ritrovato con l’uccello duro tra le mani e, steso nudo sul letto, cominciò a menarselo lentamente pensando che il suo Luchino aveva in effetti un bel culo aperto e anche una buona dotazione.
Con questi pensieri tormentati che lo portarono a immaginare anche fantasie perverse, arrivò poco dopo all’orgasmo, eiaculando lo sperma che aveva accumulato negli ultimi giorni, per poi addormentarsi, essendo anche stanco dopo la trasferta di lavoro.

La mattina dopo, padre e figlio si incrociarono in cucina per la colazione. Raniero aveva i pantaloni del pigiama mentre Luca solo dei boxer da notte piuttosto aperti dietro, lasciando in vista le natiche.
Luca provò di intavolare un discorso, dicendo:
“Buongiorno papà...scusa per ieri sera ma credevo tornassi oggi...e allora con i miei amici abbiamo organizzato una serata per divertirci tra noi...sai com’è...mi dispiace se per te è stato imbarazzante, ma io non ho niente da nascondere verso di te..” ammiccando leggermente.

Il padre cercò di mantenere un atteggiamento distaccato:
“Non ti preoccupare, Luca....capisco che voi ragazzi avete certe pulsioni giovanili da soddisfare...però certo sono rimasto un po’ stupito nel vederti così all’opera con quei due tuoi amici insieme...magari un’altra volta avvisami prima così non vi disturbo sul più bello.”
“Oh, ma non hai disturbato affatto...anzi se in queste occasioni vuoi rimanere...a me non dispiace...e i miei amici ti hanno fatto i complimenti, dicendo che sei un bell’uomo..” aggiunse il ragazzo con una punta di provocazione.
Raniero gli sorrise dicendo: “Sai che anch’io ho qualche amica da soddisfare ogni tanto..”
ma sentii che sotto il pigiama gli stava riprendendo l’erezione.
Poi andò in bagno a fare la doccia, ma si ritrovò ancora con il cazzo duro. “Cosa mi sta succedendo?” disse fra sé e sé Raniero “Com’è che mi ha eccitato quella scena di sesso tra maschi e nel vedere mio figlio farsi inculare così?”
In effetti lui non aveva mai fatto sesso con uomini; con la moglie avevano fatto scambio di coppia ma per sesso etero e al più aveva fatto incontri occasionali con trans.

Circa una settimana dopo, Raniero avvisò il figlio che la sera avrebbe invitato un’amica a casa e che probabilmente vi avrebbe passato la notte, come avvenuto altre volte.
Il ragazzo, per non essere d’intralcio, uscì con gli amici e andarono in discoteca, fino a tarda notte.
Rientrando a casa, rimase al piano terra muovendosi in silenzio e si spogliò per la notte, ma prima di coricarsi andò in cucina.
E lì nella semioscurità vide un’ombra di spalle che prendeva qualcosa nel frigorifero. Era una figura femminile alta, seminuda, con solo una giacca corta del pigiama che chinata mostrava chiaramente uno stupendo culo rotondo.
“Eh, mio padre ha rimorchiato un’altra donnina da scopare...ha proprio un bel culo!” pensò sorridendo il ragazzo, che cercò di attirarne l’attenzione senza spaventarla.

“Ehm... buonasera...cerca qualcosa?”
La figura si girò di scatto. Aveva un bel viso con capelli castani lunghi fino alle spalle, dalla giacca del pigiama aperta fuoriuscivano i seni di taglia media. Apparentemente una bella donna, piuttosto giovane sui 35 anni, ma facendo scorrere lo sguardo verso il basso di colpo Luca si bloccò: tra le gambe spuntava un pene semi-eretto di dimensioni ragguardevoli.
“Altro che donna – pensò stupito il ragazzo – questa è una trans....e anche con un gran cazzone!”
“Mi scusi non volevo spaventarla...io sono Luca, il figlio di Raniero.” disse lui, cercando di rompere il ghiaccio.
La trans, superato lo shock dell’inaspettata presenza, si riprese subito e fece senza imbarazzo:
“Oh, ciao caro...io sono Chantal...tuo padre mi ha parlato di te...sei proprio un ragazzo carino...ero venuta a prendere una bottiglia d’acqua fresca, di sopra l’abbiamo finita.”
Luca le porse la bottiglia, ma il suo sguardo era fisso sul cazzo che si stava ancor più ingrossando. La trans se ne accorse e con un sorriso ammiccante gli sussurrò:
“Ti piace il mio gingillo, vero?”
“Ehm... devo dire proprio di sì...sa, io sono gay.”
“Sì, tuo padre me l’ha detto...se vuoi assaggiarlo, accomodati pure!” fece la trans, invitandolo in modo esplicito.
Luca non se lo fece ripetere; quasi ipnotizzato si inginocchiò davanti a lei e prese in mano quella nerchia iniziando a spompinarla con decisione. Sentiva che la cappella si stava ingrossando in bocca e si infilò tutta l’asta fino in gola. Poi riprese a leccarla e succhiarla con gusto; la trans sospirava apprezzando quel lavoro di bocca, sussurrando:
“Mm...sei bravo a succhiarlo...anche più di tuo padre!”
A quelle parole Luca si bloccò un attimo, pensando “Ma come, papà succhia i cazzi di trans?”

Ma non poteva stare tanto a pensare perché Chantal gli spingeva il cazzo con forza, scopandolo in bocca. Luca ne seguiva i movimenti gustandosi quell’imprevisto e gradito omaggio. A sua volta si segava il proprio uccello, ben duro dall’eccitazione.
Nel mentre spompinava la trans, Luca le accarezzava il corpo e le belle tette, morbide e ben fatte come se fossero naturali e con un dito le andò a cercare il buchino, stuzzicandolo delicatamente.
Chantal mugolava: “Mmm....ci sai fare, sia di bocca che con le dita!“
Poi dopo alcuni minuti di succhi e risucchi da parte di Luca, aggiunse:
“Ora leccami bene il culo!.... Fino in fondo!” girandosi e chinandosi sul tavolo per offrire le sue rotondità posteriori alle cure del ragazzo.
Luca vi si dedicò volentieri: fece scorrere la lingua lungo il solco delle natiche che quindi allargò con le mani per raggiungere la rosellina anale, leggermente dischiusa, dove affondò la lingua con decisione. Stava gustando con piacere il sapore di quel culo, quando si accorse che era impregnato di una sostanza densa e biancastra.
Colpito da quella sorpresa, sussurrò: “Ehi, ma questo è sperma!”
La trans rispose, con tono da gattamorta: “Sì, caro...è la sborra di tua padre...me ne ha data tanta, sai...ora leccala tutta!”
Luca ne fu irresistibilmente attratto; era goloso di sborra e ora poteva gustare quella paterna, di buon sapore, da uomo maturo, più intenso e inebriante di quella dei suoi coetanei.
“La sborra di papà!.... Che buona!... Magari me ne desse tanta anche a me...” pensò Luca, fantasticando su quello che vorrebbe succedesse.
Così ne raccolse con la lingua e con il dito quanta più possibile, ingoiandola tutta e ripulendo il canale anale della trans.

Chantal apprezzò assai l’abile trattamento di Luca ed esclamò:
“Ci sai proprio fare, ragazzo...bravo!.... Mi hai proprio eccitato...Tuo padre non si fa scopare, dice che non è ancora abituato...e io ho il cazzo duro...quindi adesso voglio il tuo culo!”
Luca fu ben lieto di assecondarla; si mise alla pecorina appoggiato al tavolo, offrendo il suo orifizio alle voglie della trans. Chantal ci sputò sopra e inserì la cappella ancora ben insalivata nella figa anale di Luca, sempre pronta all’uso, che l’accolse senza particolari difficoltà, con un sospiro di piacere.
Una volta entrata, fece scorrere l’asta per quasi tutta la lunghezza e quindi cominciò a fottere quel giovane culo a pieno ritmo. Luca incassava i colpi, assecondandone i movimenti ed emettendo dei gemiti di piacere: “Ah...ah...sì...sì..”, menandosi il cazzo duro.
Poi Chantal lo prese per i fianchi per incularlo con ancora più forza, estraendo ogni tanto la mazza imperiosa per poi riaffondarla nel buco aperto.

Dopo una decina di minuti di inculata da dietro, Chantal volle cambiare posizione: si stese per terra su un tappetino, ordinando a Luca di calarsi su di lei.
Il ragazzo eseguì, impalandosi sulla sua verga dura e pulsante, girato verso di lei, vis-à-vis.
Aveva il cazzo piantato tutto su per il culo, procurandogli una incredibile sensazione di riempimento e di sentirsi troia.
Nel mentre era fermo per godersi quel bastone di carne dentro di sé, Chantal cominciò a dare dei forti colpi di bacino che lo squassarono, stimolandolo ancor di più.
Continuarono così per diversi minuti, entrambi erano sempre più infoiati, finché Luca ipereccitato disse con tono concitato:
“Mm...è stupendo sentire il tuo cazzo così...ora dammi la tua sborra!”
Chantal gli sorrise e rispose: “Certo caro...tra poco ti riempio il culo...quasi ci siamo...dai veniamo insieme...sborrami anche tu sulle tette!”
Così poco dopo, Chantal assestò ancora alcuni colpi profondi ed infine giunse all’orgasmo eiaculando quattro o cinque fiotti di sperma che inondarono le profondità anali di Luca. Il quale, sentendo quel fiume di crema calda fluire in lui, si menò freneticamente il cazzo e venne anche lui in una cospicua sborrata sulle tette e sul viso della trans.

Dopo qualche istante per riprendersi, Chantal sussurrò: “Hai proprio un bel culo, caldo e aperto...mi hai fatto venire in abbondanza...Ora, lecca la tua sborra sulle mie tette e passamela in bocca!”
Luca fu ben lieto di accontentarla; si chinò, raccogliendo la sua stessa sborra con la lingua (era una cosa che faceva abitualmente con i suoi amici) e la fece colare sulla bocca aperta di Chantal, che la gustò, apprezzandola:
“Mm...buona la tua sborra...ha un sapore dolce e giovanile, da ragazzo.”
Luca la ringraziò, baciandola a fondo, attorcigliandosi le lingue. Quindi, si sfilò il membro ancora consistente dal culo, e raccolse con la mano la sborra che ne fuoriusciva in abbondanza per poi passarsela in bocca. Aveva davvero un sapore delizioso, la ingoiò tutta e ne avrebbe voluta ancora.

Poi i due si alzarono, a Luca quasi non gli reggevano le gambe per la posizione e per i colpi di mazza che aveva ricevuto, ma era assai contento di quella scopata estemporanea.
Chantal gli diede un ultimo bacio, sussurrandogli:
“Ciao caro...è stato bello fare sesso con te...magari ci sarà un’altra occasione...adesso torno in camera da tua padre che se si sveglia vorrà scoparmi di nuovo..” poi, dopo un attimo di pausa, aggiunse:
“Certo che quando Raniero ha bisogno di un bel culo per sfogarsi, ne ha sempre uno pronto in casa..”
Quelle parole lasciarono Luca attonito e pensieroso; era proprio quello che lui nel suo intimo desiderava, e se se ne era accorta anche quella trans, forse era venuto il momento di agire per concretizzare questo suo sogno erotico.


1 – Continua (a breve il seguito)


Il racconto è di fantasia; ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.


P.S. Sono graditi commenti, osservazioni e suggerimenti, anche tramite messaggio privato sul profilo. Grazie per l’attenzione.



Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.8
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Padre e figlio – Parte I:

Altri Racconti Erotici in Gay & Bisex:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni